Il coaching nella professione dello psicologo

 

 

 

 

“Non si può insegnare nulla a un uomo, puoi solo aiutarlo a trovare le risposte che ha dentro di sé”.  

                                                                                                                                                                                                           (Galileo Galilei)

Il desiderio di tutti gli psicologi una volta terminato il percorso di studi è quello di iniziare a lavorare ma la maggior parte si rende conto di non aver acquisito durante l’università le competenze pratiche indispensabili a tutti coloro che vogliono lavorare o che lavorano nel settore della relazione d’aiuto.

Nell’ambito dei servizi di consulenza e di supporto psicologico, è compito dello psicologo costruire e mantenere una relazione di fiducia, aiutare il cliente a gestire situazioni di disagio, di difficoltà che da solo non è in grado di affrontare, dare feedback e consigli pratici pur nel rispetto dei valori altrui.

E’ compito dello psicologo far acquisire consapevolezza nel cliente su quali fattori esterni o interni mantengono il problema e aiutarlo ad attivare risorse e modalità di comportamento alternative e più efficaci.

Per assolvere a tali compiti lo psicologo utilizza lo strumento del colloquio clinico, che altro non è che una forma di dialogo che si svolge tra professionista e cliente, in cui oltre alle conoscenze teoriche specifiche è indispensabile saper padroneggiare l’ abilità comunicativa.

Una metodologia molto efficace nella conduzione del colloquio clinico è quella del coaching, ovvero la strategia per accompagnare le persone a far emergere i propri talenti, sia in ambito personale che professionale, trasformando i propri limiti in risorse.

Il coaching è lo strumento d’eccellenza per innescare un cambiamento e per attivare nella persona risorse rimaste bloccate. Il coaching aiuta le persone a risolvere problemi, ad interrompere situazioni di stallo, facilita la presa di decisioni in ambiti di lavoro e personali, aiuta le persone a superare situazioni difficili come la perdita del lavoro, consente di superare difficoltà relazionali, accelera il raggiungimento di mete personali importanti.

Il coaching si avvale di una tecnica di comunicazione non direttiva, basata sul rispetto dei valori e dell’autenticità della persona.

Il coach ha la capacità di sospendere il giudizio, non critica, non suggerisce, non da soluzioni, che non farebbero altro che innescare resistenze, compromettendo la relazione e quindi l’esito dell’intervento.,

Il coach attraverso la sua abilità nel formulare domande, la sua abilità di comunicazione verbale e non e la sua capacità di ascolto attivo, supporta il cliente nell’esplorazione delle situazioni, nell’individuazione e nella realizzazione di piani di azione.

La metodologia del coaching, unito alla preparazione acquisita durante il percorso di studi universitario, fornisce allo psicologo un valore aggiunto permettendogli di padroneggiare quelle abilità comunicative indispensabili per condurre un colloquio clinico e per costruire e mantenere una relazione di fiducia con il cliente.

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